Il progetto
Sotto questo indirizzo stanno tre cose, fatte per la stessa ragione: insegnare storia dell'arte in un liceo. Un catalogo di opere, un corso che le usa per fare domande, e gli strumenti di disegno per costruire nel browser quello che in classe si costruisce con riga e compasso. Sono nate in momenti diversi e si sono trovate dopo: oggi stanno sullo stesso fondo di dati.
Perché il catalogo e il corso sono separati
Una lezione ha bisogno di due materiali che non si assomigliano. Da una parte i fatti su un'opera: chi l'ha fatta, quando, dove è stata dipinta, dove si trova adesso, quanto è grande. Dall'altra il ragionamento che dice perché quell'opera si guarda, e perché si guarda dopo una certa altra. Il manuale li tiene nella stessa pagina, in un ordine solo, che vale per tutti.
Qui i fatti stanno nell'atlante e il ragionamento nei capitoli. La conseguenza pratica è semplice: una datazione sbagliata si corregge in un punto solo e cambia ovunque, e lo stesso quadro può comparire in tre capitoli diversi senza essere descritto tre volte. Vale anche al contrario: un'opera entra nel catalogo perché serve a una lezione, mai per completezza.
L'atlante
È il catalogo: oggi 1.707 opere e 590 artisti, con i luoghi in cui sono state fatte, i musei e le chiese in cui stanno adesso, le datazioni, le tecniche, le misure, 2.387 immagini e qualche migliaio di relazioni — chi ha fatto che cosa, chi l'ha pagato, chi ha imparato da chi, da dove un'opera è partita e dove è finita.
Quelle relazioni sono il motivo per cui il catalogo non si sfoglia soltanto in ordine alfabetico:
- La mappa mette le opere sulla carta geografica, e gli strati storici compaiono e spariscono man mano che si scorrono i secoli.
- La timeline percorre la stessa materia nel tempo, e si può filtrare per civiltà, per periodo o per stile.
- La rete disegna il grafo delle relazioni: si sceglie che cosa mettere dentro — solo opere, solo artisti, i luoghi — e il grafo si ricostruisce su quello.
- I confronti affiancano due opere per guardarle insieme.
- I viaggi seguono sulla carta gli spostamenti di un artista.
- Le mostre virtuali sono selezioni ordinate, con un testo che le tiene insieme, la loro mappa e la loro linea del tempo.
- Il catalogo resta l'elenco completo, con i filtri.
Ogni opera e ogni artista hanno una scheda. Quelle degli artisti non sono voci d'enciclopedia: rispondono sempre alle stesse otto domande — da dove veniva, come ha vissuto, con chi si è formato, in che contesto ha lavorato, chi gli commissionava i lavori, che cosa fa di riconoscibile, come è stato giudicato nel tempo, che cosa ha lasciato — così che due artisti si possano mettere accanto senza confrontare due racconti scritti con criteri diversi. In fondo alla scheda di un'opera o di un artista compaiono i capitoli del sito didattico che ne parlano.
La stessa macchina può reggere più atlanti, e infatti ne ospita altri, per ora piccoli, nati come prova su materie diverse. L'atlante dell'arte è quello che ha dietro il lavoro vero.
Il sito didattico
175 capitoli distribuiti sui cinque anni del liceo. Ogni capitolo si apre con una domanda e si chiude con quella che apre il capitolo successivo: l'anno è una catena di problemi, e l'ordine dei periodi viene di conseguenza. I capitoli sono raggruppati in sezioni, e una nota in testa alla sezione dice che cosa si sta per attraversare.
Dentro un capitolo ci sono la risposta alla domanda iniziale; una galleria di opere prese dall'atlante; le letture guidate, che stanno accanto all'immagine e dicono dove guardare; gli approfondimenti, che si aprono a fisarmonica per chi ne vuole di più; e una mappa concettuale che rifà il percorso in forma di schema. Un interruttore in alto cambia il modo di leggere la pagina: in presentazione le immagini diventano grandi e il testo si riduce all'osso, perché quella è la pagina da proiettare in aula; in studio torna il testo intero.
Attorno ai capitoli ci sono altre quattro cose:
- I fili — 4 percorsi che attraversano epoche lontane seguendo un tema solo: gli ordini architettonici, la cupola, il passaggio dal fondo oro al luogo, le esposizioni universali. Un filo viene sempre dopo i capitoli: non è il posto in cui il sito dice una cosa per la prima volta, è il posto in cui la si rivede tutta insieme.
- Gli attrezzi del mestiere — 16 schede brevi, un problema alla volta: lo stile, lo stereotipo, il colore, la luce, lo spazio, l'arco, il modulo, le tecniche della pittura.
- Gli strumenti di lettura — prima le griglie per mettere in ordine quello che si vede, poi due metodi che non sono la stessa cosa: la semiotica chiede come funziona un segno, l'iconologia che cosa significava per chi l'ha fatto.
- Gli indici — dove si parla di ogni opera e di ogni artista, tutte le curiosità nascoste nei capitoli in un elenco solo, e un glossario che per ogni parola del mestiere dice anche in quali capitoli si incontra.
Gli strumenti di disegno
Due applicazioni per costruire nel browser le proiezioni ortogonali — con le sezioni e le ombre — e la prospettiva con i vari metodi. I progetti restano salvati e si riaprono alla lezione dopo. È un'altra materia, ed è la ragione per cui non stanno in mezzo alle altre due porte; ma sono la stessa classe e lo stesso anno, e a volte la stessa domanda: la prospettiva si costruisce con riga e compasso nell'ora di disegno e si discute come convenzione nell'ora di storia dell'arte.
A chi è rivolto
- Agli studenti, che ci trovano il corso intero e possono rileggere una lezione con le stesse immagini viste in classe.
- A chi arriva da una ricerca e non segue l'ordine: ogni capitolo si regge da solo, e i collegamenti dicono da dove viene e dove porta.
- A chi insegna: si consulta tutto senza registrarsi, e la modalità presentazione è fatta per essere proiettata così com'è.
Lavori in corso
Nessuna parte è finita, e non è un modo di dire. I capitoli vengono riletti e corretti man mano che tornano utili in aula; il catalogo cresce di qualche decina di opere per volta, quasi sempre perché un capitolo le richiede. Alcune schede sono ancora senza immagine o senza misure, e un'opera senza immagine in atlante non compare nel capitolo che la cita. Le immagini vengono in gran parte da materiale di pubblico dominio o a licenza libera; i diritti restano di chi li detiene.
Ideazione e sviluppo
L'Atlante dell'Arte, il sito didattico e gli strumenti di disegno sono un progetto indipendente, ideato, progettato e sviluppato interamente da Nicola Moscardi.
Non c'è dietro un editore né un finanziamento: è il lavoro di un insegnante che aveva bisogno di questi strumenti per le sue lezioni e ha preferito costruirli, allargandoli via via a mano a mano che servivano.
Gran parte del codice, e molte prime stesure dei testi, sono nate lavorando con strumenti di intelligenza artificiale. Non è una scorciatoia: un capitolo parte da una domanda che scelgo io, da una selezione di opere che devo poter giustificare, e da una rilettura sulle fonti prima della lezione a cui serve. Lo strumento ha accelerato la costruzione; decidere che cosa vale la pena guardare, e perché, è il mestiere, e quello non si delega.
Contatti
Se trovi un errore — una data, un'attribuzione, una didascalia che non torna — scrivimi: si corregge in un punto solo e cambia ovunque. Lo stesso vale se un'immagine è tua e preferisci che non stia qui, o se insegni e vuoi usare questi materiali con le tue classi.