I

Preiconografia

Descrizione pre-iconografica
Che cosa vedo?

Si registra il significato primario o naturale: forme, colori, figure, gesti, rapporti spaziali. È il mondo dei motivi artistici, prima che abbiano un nome. Panofsky lo divide in due: il significato fattuale — riconoscere che quella macchia è un uomo e quella un animale — e il significato espressivo, cioè cogliere che una posa è mesta o un gesto è minaccioso. Attenzione però: una descrizione davvero pura non esiste. Per dire «uomo» sto già usando l'esperienza che ho del mondo.

Strumento Esperienza pratica: la familiarità con oggetti e azioni.
Correttivo: la storia dello stile, cioè sapere in che modi diversi, nelle diverse epoche, le cose sono state rese con la forma.

Annunciazione — Beato Angelico

Una figura alata, inginocchiata, di fronte a una donna seduta che incrocia le mani sul petto. Fra loro una colonna sottile; sopra, archi su capitelli. La luce è ferma, i colori sono chiari, i gesti trattenuti: l'atmosfera è di quiete, e questo lo colgo prima di sapere chi siano.

II

Iconografia

Analisi iconografica in senso stretto
Che cosa rappresenta?

Si identifica il significato secondario o convenzionale: si passa dai motivi alle immagini, e dalle immagini alle storie e alle allegorie. Qui i nomi propri arrivano — è Gabriele, è Maria, è l'Annunciazione — e con essi i simboli, che sono convenzioni apprese: nulla nella forma di un giglio dice «purezza», lo dice una tradizione. L'iconografia è descrittiva e classificatoria: dice che cosa c'è, non ancora perché.

Strumento Conoscenza delle fonti: testi sacri, mitologia, letteratura, repertori di simboli.
Correttivo: la storia dei tipi, cioè sapere come uno stesso tema è stato raffigurato in altri tempi e luoghi — perché la stessa scena cambia formula, e la stessa formula può servire a scene diverse.

Annunciazione — Beato Angelico

È l'Annunciazione, dal Vangelo di Luca: l'arcangelo Gabriele annuncia a Maria che sarà madre. Le ali dicono la natura del messaggero, il ginocchio piegato la riverenza, il giglio la verginità. Nessuno di questi significati si vede: si sanno.

III

Iconologia

Interpretazione iconologica
Che cosa significa, e di che cosa è sintomo?

Si cerca il significato intrinseco, cioè il contenuto: i principi di fondo che rivelano l'atteggiamento di una nazione, di un'epoca, di una classe, di una convinzione religiosa o filosofica, condensati in un'opera e riassunti da una persona sola. L'opera viene letta come sintomo di qualcosa di più ampio, che l'autore non si proponeva di dire. È il passaggio in cui l'iconografia diventa iconologia, e in cui il rischio cresce: qui si interpreta, e si può interpretare male.

Strumento Intuizione sintetica, informata da storia, filosofia, teologia, storia della committenza.
Correttivo: la storia dei sintomi culturali, cioè sapere come, in altre epoche, le tendenze essenziali della mente umana si siano espresse in temi e forme — l'unico argine contro il leggere nell'opera ciò che ci si aspetta di trovarci.

Annunciazione — Beato Angelico

L'affresco sta in un corridoio del convento di San Marco, davanti alle celle dei domenicani: non è fatto per essere ammirato ma per essere incontrato ogni giorno, e interrompere il passo. La povertà dell'architettura dipinta, l'assenza di oro e di ornamento, il silenzio della scena parlano della riforma osservante che quel convento stava vivendo. Beato Angelico non sta illustrando un episodio: sta costruendo uno strumento di meditazione per uomini che avevano scelto di possedere poco.