Pittrice bolognese, figlia di Prospero Fontana; con una bottega professionale e un marito che ne cura gli affari, è fra le prime donne a vivere della propria pittura. Dal 1604 lavora a Roma.
Scheda biografica
Dati biografici
Luogo e data di nascita
Bologna, battezzata il 24 agosto 1552
Vita e condizioni
Figlia del pittore Prospero Fontana. Nel 1577 sposa Gian Paolo Zappi, figlio di un mercante di Imola, che si occupa degli affari della bottega. Hanno undici figli; negli ultimi anni ne restano vivi tre. Nel 1604 si trasferisce a Roma con la famiglia; muore l'11 agosto 1614 ed è sepolta in Santa Maria sopra Minerva.
Formazione
Impara dal padre, pittore affermato e maestro, nella cui bottega si era formato anche Ludovico Carracci. Cresce in un ambiente di eruditi e di committenti colti, quello della Bologna universitaria.
Contesto storico
Bologna è la città del cardinale Paleotti e della sua teoria delle immagini sacre: Lavinia dipinge pale conformi a quelle regole e, insieme, ritratti per la nobiltà cittadina. All'inizio del Seicento la chiama Roma, con una grande commissione pubblica.
Stile e influenze
Ritratti attentissimi a tessuti, gioielli e merletti, con pose e gesti che devono qualcosa a Passerotti; pale d'altare e, negli ultimi anni, soggetti mitologici con nudi, come la Minerva del 1613.
Committenze
La nobiltà bolognese, per ritratti di famiglia come quello dei Gozzadini (1584); nello stesso anno l'Assunta di Ponte Santo, a Imola, forse la prima pala d'altare dipinta da una donna nell'Europa cattolica; a Roma il Martirio di santo Stefano per San Paolo fuori le Mura (contratto del 1603), accolto male e bruciato nell'incendio del 1823; i Borghese per la Minerva.
Successo critico
In vita è una pittrice famosa: nel 1611 Felice Antonio Casoni le dedica una medaglia, con il suo ritratto da una parte e un'allegoria della Pittura dall'altra. Poi la storiografia la mette ai margini; gli studi degli ultimi decenni ne fanno una delle prime donne a vivere, con la famiglia, di una bottega professionale.
Eredità e influenza
Apre la strada, con Sofonisba Anguissola, alle pittrici professioniste del Seicento, dalla bolognese Elisabetta Sirani ad Artemisia Gentileschi.