Artista

Giuseppe Abbati

1836 - 1868

Stile
RealismoMacchiaioli
Pittore napoletano di formazione veneziana, a Firenze fra i Macchiaioli dalla fine del 1860. Perse un occhio combattendo con i Mille al Volturno e morì di rabbia a trentadue anni, nel 1868; le sue tavolette riducono l'immagine a pochi piani di luce e d'ombra.

Scheda biografica

Dati biografici
Luogo e data di nascita
Napoli, 13 gennaio 1836
Vita e condizioni
Figlio del pittore Vincenzo Abbati. Nel 1860 segue Garibaldi con la spedizione dei Mille, e nella battaglia del Volturno, vicino a Capua, perde un occhio. Alla fine di quell'anno si stabilisce a Firenze. Nel 1866 torna volontario ed è fatto prigioniero a Custoza. Il 13 dicembre 1867 lo morde il suo cane: muore di rabbia a Firenze il 21 febbraio 1868, a trentadue anni.
Formazione
Studia all'Accademia di Venezia fra il 1850 e il 1853, con Michelangelo Grigoletti e Francesco Bagnara, poi torna a Napoli. A Firenze, dalla fine del 1860, entra nel gruppo del Caffè Michelangiolo e fa sua la macchia.
Contesto storico
È uno dei pittori-soldati del Risorgimento: combatte con i Mille nel 1860 e di nuovo nel 1866, nella terza guerra d'indipendenza. Fra le due campagne vive la stagione migliore dei Macchiaioli, fra Firenze, Piagentina e Castiglioncello.
Stile e influenze
Riduce l'immagine a pochi piani di luce e d'ombra, tagliati netti: nel Chiostro di Santa Croce i blocchi di marmo al sole contro il nero del loggiato bastano a fare il quadro. Dipinge chiostri e interni di chiese, e dal 1863, a Castiglioncello, i paesaggi della costa e della campagna.
Committenze
Quasi nessuna: espone alla Promotrice fiorentina e vive dell'amicizia di Diego Martelli, che dal 1861 lo accoglie nella tenuta di Castiglioncello, dove per qualche tempo abitano insieme.
Successo critico
Muore troppo presto per avere un pubblico. I compagni lo ricordano come uno dei più rigorosi del gruppo, e la critica del Novecento ne fa uno dei nomi della macchia più pura; il Chiostro entra nella Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti nel 1932.
Eredità e influenza
Lascia poche opere, quasi tutte piccole, rimaste a lungo presso gli amici e le famiglie. Nel Chiostro e nelle tavolette di Castiglioncello la riduzione a piani di luce arriva così lontano che oggi ci sembra quasi una pittura astratta.

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