Pittore umbro (Città della Pieve, verso il 1450 – Fontignano 1523). Negli anni intorno al 1500 è il pittore più richiesto d'Italia: la Consegna delle chiavi nella Cappella Sistina, il Collegio del Cambio a Perugia, due botteghe e decine di pale. Nella sua bottega si forma Raffaello.
Scheda biografica
Dati biografici
Luogo e data di nascita
Città della Pieve, verso il 1450
Vita e condizioni
Pietro di Cristoforo Vannucci nasce in una delle famiglie più agiate del paese. Nel 1493 sposa Chiara Fancelli, figlia dell'architetto Luca Fancelli, e con i guadagni della bottega compra case e terre a Perugia e a Firenze. Vasari lo descrive attaccato al denaro e poco religioso. Muore di peste a Fontignano, vicino a Perugia, nel febbraio 1523, mentre dipinge un'Adorazione dei pastori.
Formazione
Guarda in Umbria la pittura di Piero della Francesca, poi a Firenze lavora nella bottega del Verrocchio, negli stessi anni di Leonardo. Nel 1472 è iscritto come pittore alla compagnia di San Luca.
Contesto storico
Nel 1481-82 è a Roma, dove Sisto IV chiama i migliori pittori di Firenze e dell'Umbria a decorare la sua nuova cappella, la Sistina. Nel 1535 i suoi affreschi della parete d'altare vengono distrutti per far posto al Giudizio di Michelangelo. Negli ultimi anni lo raggiunge la generazione che lo supera — Leonardo, Michelangelo, il suo stesso allievo Raffaello — e le sue pale cominciano a sembrare antiche.
Stile e influenze
Figure dolci e composte, con la testa leggermente inclinata; architetture simmetriche e aperte; paesaggi chiari che sfumano all'orizzonte, con alberi sottili contro il cielo. Nella Consegna delle chiavi la piazza deserta, costruita in prospettiva, tiene insieme la scena. Per rispondere a tante richieste la bottega ripete disegni e modelli, e le stesse figure passano da una pala all'altra.
Committenze
Per Sisto IV le storie della Cappella Sistina, fra cui la Consegna delle chiavi. Per i cambiavalute di Perugia, dal 1496 al 1500, la sala dell'Udienza del Collegio del Cambio, dove si ritrae in una cornice finta appesa al muro. Per i monasteri e le confraternite di Firenze e dell'Umbria decine di pale; per Isabella d'Este la Lotta fra Amore e Castità, su un programma scritto da lei, che alla consegna la delude. Tiene due botteghe, a Firenze e a Perugia.
Successo critico
Nel 1500 il banchiere Agostino Chigi scrive al padre che Perugino è il miglior maestro d'Italia. Pochi anni dopo i fiorentini criticano la pala dell'Annunziata per le figure già viste altrove; Vasari riporta la sua risposta, che aveva messo in opera figure che loro stessi avevano lodato altre volte. Michelangelo lo chiama in pubblico «goffo nell'arte», e Perugino lo querela senza ottenere nulla. Nell'Ottocento lo rivalutano i pittori e i critici che cercano una pittura sacra semplice.
Eredità e influenza
Raffaello si forma accanto a lui e ne riprende per anni composizioni e figure. Pinturicchio lavora con lui alla Sistina, e lo Spagna e la scuola umbra ripetono il suo modello per una generazione.
Nei capitoli del sito didattico
I papi umanisti
3° anno — Affreschi della Cappella Sistina (ciclo di Sisto IV)