Pittore, architetto e storico dell'arte (Arezzo 1511 – Firenze 1574). Artista di corte di Cosimo I de' Medici — Palazzo Vecchio, gli Uffizi, il Corridoio —, fondatore dell'Accademia del Disegno e autore delle Vite, il primo grande libro di storia dell'arte: un racconto che mette Firenze e Michelangelo al vertice, scritto da chi lavorava per i Medici.
Scheda biografica
Dati biografici
Luogo e data di nascita
Arezzo, 30 luglio 1511
Vita e condizioni
Figlio di un mercante di tessuti di Arezzo. Da ragazzo lo protegge il cardinale Silvio Passerini, tutore dei giovani Ippolito e Alessandro de' Medici, e da lì lega tutta la vita ai Medici: dal 1554 è l'artista di corte di Cosimo I, architetto, pittore e regista delle sue imprese. Sposa Niccolosa Bacci. Muore a Firenze il 27 giugno 1574 ed è sepolto nella sua Arezzo, nella Pieve.
Formazione
Comincia ad Arezzo con il pittore di vetrate francese Guillaume de Marcillat; a Firenze passa per le botteghe di Andrea del Sarto e di Baccio Bandinelli. Il modello di tutta la vita è Michelangelo, che venera e di cui diventa l'interprete ufficiale.
Contesto storico
Lavora nella Firenze che da repubblica diventa principato: i Medici tornano al potere per sempre, e Cosimo I costruisce uno stato che ha bisogno di immagini, di edifici e di una storia che lo legittimi. Vasari gli fornisce tutte e tre le cose.
Stile e influenze
Come pittore è un manierista rapido e colto, che lavora per grandi cicli con una bottega numerosa: nel 1546 affresca a Roma, per il cardinale Alessandro Farnese, la sala del Palazzo della Cancelleria detta dei Cento Giorni dal tempo che ci impiegò, e Michelangelo gliene rimprovera la fretta. Come architetto è più libero e più moderno: agli Uffizi non disegna un palazzo ma una strada.
Committenze
Cosimo I prima di tutti: dal 1554 la trasformazione di Palazzo Vecchio, con il Salone dei Cinquecento; dal 1560 gli Uffizi, nati come uffici delle magistrature dello Stato; nel 1565 il Corridoio che in pochi mesi collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Nel 1572 comincia ad affrescare la cupola del Duomo con il Giudizio universale, e ne compie solo una parte. Prima di Cosimo, papi e cardinali a Roma e committenti in molte città italiane.
Successo critico
Le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori escono nel 1550 e poi, ampliate con i ritratti incisi e la sua autobiografia, nel 1568: sono il primo grande libro di storia dell'arte. Raccontano l'arte italiana come una salita, da Cimabue e Giotto fino a Michelangelo, con Firenze al centro — che è anche la tesi più utile al suo committente. Da allora ogni storico dell'arte le usa e le discute, e molte delle leggende sugli artisti che circolano ancora vengono da lì.
Eredità e influenza
Nel 1563, con Cosimo I, fonda l'Accademia delle Arti del Disegno, che rivendica per il pittore lo status di intellettuale invece che di artigiano; nel 1564 organizza con l'Accademia le esequie di Michelangelo e ne disegna la tomba in Santa Croce. Le Vite restano la fonte da cui dipende quasi tutto quello che sappiamo — e crediamo di sapere — sul Rinascimento.
Nei capitoli del sito didattico
Come lo sappiamo?
3° anno — Frontespizio delle Vite (edizione Giuntina, 1568)