Ceramografo attico a figure nere attivo intorno al 530-520 a.C., specializzato in anfore panatenaiche. Il nome è convenzionale e non viene da una firma: gli studiosi lo ricavano dal nome di un giovane lodato in un'iscrizione dipinta su uno dei suoi vasi. È una pratica normale nello studio della ceramica greca, dove la grande maggioranza dei pittori resta anonima e viene identificata per mano, cioè per il modo ricorrente di disegnare orecchie, ginocchia e pieghe.