Artista

Silvestro Lega

1826 - 1895

Periodo
Età Moderna (19° sec.)
Stile
MacchiaioliRealismo
Pittore di Modigliana, allievo dei puristi e poi macchiaiolo. A Piagentina fece della vita quotidiana di una famiglia borghese una pittura solenne, costruita con la misura del Quattrocento; morì povero nel 1895.

Scheda biografica

Dati biografici
Luogo e data di nascita
Modigliana, in Romagna toscana, 8 dicembre 1826
Vita e condizioni
Studia dagli Scolopi di Modigliana e nel 1843 va a Firenze per fare il pittore. Nel 1848 parte volontario per la prima guerra d'indipendenza, e nel 1859 combatte di nuovo, nell'artiglieria. Dai primi anni Sessanta vive a Piagentina, allora campagna appena fuori Firenze, presso la famiglia Batelli, e si innamora di Virginia, una delle figlie, rimasta vedova: la morte di lei, di tisi, nel giugno 1870, lo getta in una lunga crisi. Seguono la galleria aperta con Borrani, che chiude presto, una malattia agli occhi, la povertà. Muore all'ospedale di San Giovanni di Dio, a Firenze, il 21 settembre 1895.
Formazione
All'Accademia di Firenze, dal 1845, è allievo di Luigi Mussini, il maestro dei puristi, che insegna a guardare ai pittori del Quattrocento, e poi di Antonio Ciseri. Da questa scuola gli restano per sempre il disegno netto, i profili, le composizioni misurate. Al Caffè Michelangiolo scopre la pittura dal vero e la macchia.
Contesto storico
È un mazziniano, e il Risorgimento l'ha combattuto due volte; nel 1873 dipinge Mazzini morente, oggi al museo della Rhode Island School of Design, a Providence. Negli anni dell'Unità sceglie però come soggetto la vita quieta della borghesia di campagna, che a Piagentina ha sotto gli occhi.
Stile e influenze
Unisce la macchia alla disciplina dei pittori del Quattrocento: profili netti, luce chiara, figure disposte con la calma di una sacra conversazione. Nel Canto dello stornello, del 1867, e nel Pergolato, del 1868, la vita di tutti i giorni di una famiglia borghese diventa una scena solenne. Negli ultimi anni, al Gabbro, la pennellata si scioglie e si fa più libera.
Committenze
Poche commissioni vere: lo sostengono gli amici e i protettori, dai Batelli di Piagentina a Diego Martelli e Matilde Gioli Bartolommei, che lo aiutano negli anni della malattia. Nei primi anni Ottanta è precettore dei giovani Tommasi, e dal 1886 è spesso ospite della famiglia Bandini nella villa di Poggiopiano, al Gabbro, sulle colline livornesi.
Successo critico
In vita vende poco e muore dimenticato. Nel Novecento la critica lo riscopre, e oggi è considerato, con Fattori e Signorini, uno dei maggiori fra i Macchiaioli.
Eredità e influenza
I cugini Adolfo, Angiolo e Ludovico Tommasi si formano con lui. Le sue scene d'interno, con la luce di una finestra e poche figure raccolte, restano un modello per la pittura toscana di fine secolo.

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