Artista

Odoardo Borrani

1833 - 1905

Periodo
Età Moderna (19° sec.)
Stile
MacchiaioliRealismo
Pittore pisano cresciuto a Firenze, fra i Macchiaioli del Caffè Michelangiolo. Volontario nel 1859, raccontò la vigilia della rivoluzione toscana dall'interno di una casa nel 26 aprile 1859; poi paesaggi e interni di una luce netta e precisa.

Scheda biografica

Dati biografici
Luogo e data di nascita
Pisa, 22 agosto 1833
Vita e condizioni
Figlio di David Borrani, un pittore modesto, fiorentino come la moglie; nel 1840 la famiglia torna a Firenze. Nel 1859 si arruola volontario nell'artiglieria. Nel 1876 apre con Silvestro Lega una galleria in palazzo Spini Feroni per vendere la pittura degli amici, un'impresa che dura poco. Dagli anni Ottanta, in difficoltà economiche, decora porcellane per la manifattura di Doccia, disegna per l'Illustrazione italiana e insegna. Muore a Firenze, a Pian dei Giullari, il 14 settembre 1905.
Formazione
Impara dal padre e dal 1850 frequenta l'Accademia di Firenze con Giuseppe Bezzuoli ed Enrico Pollastrini; fra i suoi maestri c'è anche Gaetano Bianchi, il restauratore che in quegli anni riporta alla luce gli affreschi di Giotto a Santa Croce. I primi quadri sono soggetti storici sul modello della pittura fiorentina antica. Nel 1853 conosce Signorini e Vincenzo Cabianca, e dal 1855 è al Caffè Michelangiolo.
Contesto storico
Vive il Risorgimento come i compagni: volontario nel 1859, due anni dopo porta all'Esposizione nazionale di Firenze, la prima dell'Italia unita, il 26 aprile 1859, che ha successo e viene comprato dal principe di Carignano. Poi la Firenze capitale, e dopo il 1871 il declino della città e del gruppo.
Stile e influenze
Pittura precisa e luminosa, attenta al disegno anche dopo la scoperta della macchia. Nei primi anni Sessanta passa dai soggetti storici agli interni e ai paesaggi dipinti dal vero, a Piagentina, a Castiglioncello, sull'Appennino pistoiese: campi, aie, stradine di campagna, con figure piccole e una luce netta.
Committenze
Pochi collezionisti privati e le esposizioni della Promotrice; il 26 aprile 1859 entra nella collezione del principe di Carignano. Per vivere lavora anche come decoratore e illustratore.
Successo critico
Dopo un inizio felice, dagli anni Ottanta la sua pittura si ripete e il mercato lo dimentica. Lo riscoprono le mostre dei Macchiaioli del Novecento, che gli restituiscono un posto accanto a Lega e a Signorini.
Eredità e influenza
Con Lega, Signorini, Abbati e Sernesi dipinge a Piagentina, la stagione in cui i Macchiaioli portano la macchia nella vita quotidiana della campagna fiorentina. Il 26 aprile 1859 è diventato una delle immagini più note del Risorgimento.

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