Artista

Telemaco Signorini

1835 - 1901

Periodo
Età Moderna (19° sec.)
Stile
MacchiaioliRealismo
Pittore, incisore e scrittore fiorentino, il polemista dei Macchiaioli. Portò la macchia su soggetti che gli altri evitavano — il manicomio, il lavoro, i vicoli del ghetto — e ne scrisse la storia nei suoi libri di ricordi.

Scheda biografica

Dati biografici
Luogo e data di nascita
Firenze, 18 agosto 1835
Vita e condizioni
Figlio di Giovanni Signorini, pittore di vedute al servizio del granduca, che dopo la morte del figlio maggiore Egisto, nel 1851, diventa il suo primo maestro. Nel maggio 1859 parte volontario per la seconda guerra d'indipendenza. È il più viaggiatore del gruppo: Venezia, La Spezia, Napoli, e soprattutto Parigi, dal 1861 e poi quasi ogni due anni, Londra ed Edimburgo. Negli ultimi anni torna spesso a Riomaggiore, nelle Cinque Terre. Muore a Firenze nel febbraio 1901.
Formazione
Dopo il padre, dal 1852 l'Accademia di Firenze, che lascia verso il 1856 per dipingere dal vero con Borrani e Cabianca. Nel 1856 va a Venezia con Vito D'Ancona; nel 1861, a Parigi, conosce Corot e Troyon e vede da vicino la pittura di Courbet.
Contesto storico
È il polemista del gruppo: fra il 1862 e il 1863, sul giornale La Nuova Europa, difende la macchia con articoli firmati da pseudonimi, e nel 1867 fonda con Diego Martelli e Adriano Cecioni il Gazzettino delle arti del disegno. Degas lo ha conosciuto a Firenze nel 1858, e a Parigi Signorini frequenta lui, Manet, Zola.
Stile e influenze
Parte da una macchia violenta, che gli esaminatori dell'Accademia gli rimproverano per il chiaroscuro troppo forte, e la porta su soggetti che gli altri non toccano: il manicomio della Sala delle agitate, del 1865, che Degas ammira; gli uomini che trainano un barcone sull'Arno nell'Alzaia; i vicoli del ghetto e del Mercato Vecchio prima delle demolizioni. Negli ultimi anni dipinge Settignano e Riomaggiore con una luce chiara e ferma.
Committenze
Espone molto, in Italia e all'estero: l'Alzaia va all'Esposizione universale di Vienna del 1873 e vince un premio; nel 1883 il mercante londinese Arthur Lucas vende una ventina delle sue tele; il Ghetto di Firenze è esposto a Torino nel 1884.
Successo critico
Ha successo in vita, soprattutto fuori d'Italia, e nel 1892 diventa professore onorario all'Accademia di Firenze. Scrive anche la storia del gruppo: Le 99 discussioni artistiche, nel 1877, e Caricaturisti e caricaturati al Caffè Michelangiolo, nel 1893, il libro di ricordi da cui vengono molte delle cose che sappiamo sui Macchiaioli.
Eredità e influenza
Le sue incisioni del Mercato Vecchio, pubblicate nel 1886, e le vedute dei vicoli sono oggi documenti di una Firenze scomparsa. Lo ammirano Vittorio Pica e Ugo Ojetti; il libro su Riomaggiore esce postumo, nel 1911, a cura del fratello Paolo.

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