Caravaggio e il suo contagio
Un linguaggio che si diffonde senza una scuola
Qui c'è lo scheletro del ragionamento del capitolo: i passaggi nell'ordine in cui reggono l'uno sull'altro, e sotto ciascuno le opere che lo dimostrano. Serve per ripassare, e per vedere in un colpo d'occhio dove ogni opera lavora. Un'immagine si ingrandisce cliccandola; il titolo sotto l'immagine riporta al punto del capitolo in cui se ne parla.
La domanda
Caravaggio muore nel 1610 senza una bottega organizzata — al massimo un garzone, Cecco, che poi dipingerà anche lui —, senza un trattato e senza un'accademia. Eppure in pochi anni la sua pittura è a Napoli, a Utrecht, in Francia, in Spagna, portata da pittori che spesso non l'hanno mai incontrato. Come viaggia un linguaggio che nessuno insegna?
Come si articola
Le tele di Caravaggio stanno in chiese aperte a tutti e i collezionisti vogliono pittura dal naturale. Manfredi ne ricava una formula ripetibile — mezze figure, tavolo, luce di taglio, soggetti bassi —, la «Manfrediana methodus»; Valentin fa della taverna il soggetto.
Orazio Gentileschi gli aveva prestato ali e vesti per i modelli. Nella sua pittura la luce si schiarisce e la scena si calma, e in questa forma il naturalismo arriva a Genova, a Parigi e a Londra.
Caravaggio era passato da Napoli di persona. Ribera vi si stabilisce nel 1616, lavora per i viceré spagnoli, e con le loro collezioni il naturalismo parte per Madrid. In lui si fa ancora più crudo.
I pittori di Utrecht passati per Roma tornano a casa fra il 1614 e il 1620. Honthorst mette la fonte della luce al centro della scena, una candela sul tavolo: la notte diventa un soggetto.
La Tour con ogni probabilità non vide mai Roma. Del caravaggismo tiene la luce che viene da un punto e toglie tutto il resto: niente taverne né gesti, figure immobili, silenzio.
Che cosa resta
Senza una scuola il linguaggio si diffonde in fretta, attraverso quadri visti, comprati e copiati, e pittori che vanno a Roma e tornano a casa. Ma a ogni passaggio cambia: quello che arriva in Lorena somiglia a Caravaggio quanto una traduzione di una traduzione somiglia all'originale.
E apre a
Che cosa resta del naturalismo quando gli si chiede di essere anche bello?