Pittore lombardo (Milano 1571 – Porto Ercole 1610). Porta nella pittura sacra i modelli presi dalla strada e una luce che scava le figure dal buio; condannato a morte per omicidio nel 1606, passa gli ultimi quattro anni in fuga fra Napoli, Malta e la Sicilia.
Scheda biografica
Dati biografici
Luogo e data di nascita
Milano, 29 settembre 1571
Vita e condizioni
Figlio di Fermo Merisi, maestro di casa e architetto al servizio dei marchesi di Caravaggio. Nel 1577 la famiglia fugge da Milano per la peste, e il padre ne muore poco dopo. A Roma colleziona denunce e arresti — risse, porto d'armi, insulti, un processo per diffamazione intentato dal pittore Giovanni Baglione — finché il 28 maggio 1606 uccide Ranuccio Tomassoni e viene condannato alla decapitazione, eseguibile da chiunque lo riconosca. Fugge a Napoli, a Malta, in Sicilia; torna a Napoli, dove nel 1609 viene aggredito e sfigurato. Muore a Porto Ercole il 18 luglio 1610, secondo i biografi di una febbre, durante il viaggio verso Roma per ottenere la grazia del papa.
Formazione
Dal 1584 è per quattro anni apprendista a Milano nella bottega di Simone Peterzano, allievo di Tiziano. Arriva a Roma verso il 1592 e lavora prima nelle botteghe altrui, dipingendo fiori e frutta.
Contesto storico
Lavora nella Roma della Controriforma, che chiede immagini capaci di commuovere i fedeli e insieme sorveglia il decoro dei soggetti sacri. Nel 1608 a Malta viene fatto cavaliere dell'Ordine di San Giovanni, poi arrestato ed espulso con disonore dopo pochi mesi.
Stile e influenze
Modelli presi dalla strada, una luce che arriva di taglio e scava le figure dal buio, niente disegni preparatori: incide direttamente i contorni nella preparazione della tela. I santi hanno i piedi sporchi e le Madonne le facce delle donne che conosce.
Committenze
Dal 1597 lo ospita il cardinale Francesco Maria Del Monte; nel 1599 gli arriva la commissione della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, poi la cappella Cerasi. Collezionisti come Vincenzo Giustiniani e Scipione Borghese si contendono i suoi quadri, mentre alcune chiese li rifiutano: la Madonna dei Palafrenieri resta in San Pietro solo pochi giorni, la Morte della Vergine viene respinta e la compra il duca di Mantova su consiglio di Rubens.
Successo critico
In vita è il pittore più imitato di Roma. Dopo la morte i biografi — Baglione, e poi Bellori — lo accusano di aver rovinato la pittura copiando la natura senza sceglierla, e per quasi tre secoli resta ai margini. Lo riscopre Roberto Longhi, con la mostra di Milano del 1951.
Eredità e influenza
I caravaggisti di tutta Europa, da Roma a Utrecht, da Napoli alla Spagna: Ribera, i pittori di Utrecht, Georges de La Tour, e per vie diverse Velázquez e Rembrandt.
Caravaggio a Roma
4° anno — Vocazione di San Matteo, Canestra di frutta, I Bari, Riposo durante la fuga in Egitto, Bacco, Tele della Cappella Cerasi, Deposizione, San Matteo e l'angelo (seconda versione), Martirio di San Matteo, Madonna dei Pellegrini, Morte della Vergine, Giove, Nettuno e Plutone (Caravaggio), Giuditta e Oloferne, Ciclo di San Matteo (Cappella Contarelli), San Matteo e l'angelo (prima versione)
Caravaggio in fuga
4° anno — Sette Opere di Misericordia, Decollazione di San Giovanni Battista, Adorazione dei pastori, David con la testa di Golia