Il mercato, la gilda, il cittadino: l'arte senza corte
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Nella stessa epoca in cui Rubens serve corti e chiese nelle Fiandre cattoliche, a meno di duecento chilometri un pittore olandese vende direttamente a un mercato di cittadini, gilde e corporazioni. Cosa succede quando l'arte non ha più bisogno di un principe per esistere?
Lezione di anatomia del dottor Tulp
olio su tela — Mauritshuis (L'Aia)
Sette chirurghi si affollano intorno al cadavere per assistere alla dissezione di un braccio, condotta dal celebre dottor Tulp. Le dissezioni pubbliche ad Amsterdam avvenivano una volta l'anno, su un corpo di condannato giustiziato, ed erano un evento scientifico e sociale insieme. Rembrandt ha venticinque anni, è arrivato da poco ad Amsterdam, e con questo quadro diventa il ritrattista che tutti vogliono.
Se Rubens costruisce la propria carriera al servizio di corti e chiese, Rembrandt lavora in un mondo economico e religioso rovesciato: l'Olanda protestante, repubblica mercantile, dove i committenti sono soprattutto gilde, corporazioni, cittadini benestanti. Una corte c'è, quella dello statolder all'Aia, e Rembrandt ci lavora: per Federico Enrico d'Orange dipinge, fra il 1633 e il 1646, una serie sulla Passione. Ma è un committente fra tanti, e non quello che gli dà da vivere.
La Lezione di anatomia del dottor Tulp (Mauritshuis, 1632) nasce da questo tipo di committenza: la gilda dei chirurghi di Amsterdam commissiona un ritratto di gruppo per la propria sala di riunione, in occasione della dissezione pubblica annuale su un corpo di condannato giustiziato. È scienza, è società civica, è un'immagine costruita per certificare la credibilità professionale di un gruppo di cittadini, non per glorificare un sovrano.
Dieci anni dopo, la Ronda di Notte (Rijksmuseum, 1642) porta questo stesso mondo — la milizia civica, non un esercito nobiliare — a un livello di ambizione compositiva senza precedenti. La compagnia è quella dei Kloveniers, gli archibugieri: lo stesso genere di committente che ad Anversa aveva chiesto a Rubens la Discesa dalla Croce, per un altare. Ad Amsterdam gli archibugieri non vogliono un altare, vogliono il proprio ritratto. Rembrandt rompe la convenzione rigida del ritratto di gruppo, dove ogni membro doveva apparire allineato e riconoscibile allo stesso modo: costruisce invece una scena di movimento, dove luce e ombra selezionano chi emerge e chi resta sullo sfondo. È un rischio che nessun altro ritrattista di milizia aveva mai corso.
La tecnica di Rembrandt cambia radicalmente negli ultimi vent'anni di vita: dal tenebrismo caravaggesco degli esordi a una pennellata sempre più libera e materica, ispirata al tardo Tiziano ma portata a un'estremità che nessun pittore veneziano aveva raggiunto. Filemone e Bauci visitati da Giove e Mercurio (National Gallery of Art, 1658) — uno dei non molti soggetti mitologici della sua produzione — mostra questa fase pienamente: la luce calda che emerge dall'ombra sembra costruita nella materia stessa del colore, quasi scultorea in alcuni punti, quasi grezza in altri.
Proprio il mercato che lo aveva fatto ricco lo disfa, e le ragioni sono concrete. Nel 1639, al culmine del successo, Rembrandt compra a credito per tredicimila fiorini una grande casa sulla Breestraat, e non riuscirà mai a finire di pagarla; intanto colleziona di tutto — quadri di maestri antichi, stampe, busti, armi, conchiglie, porcellane. Nel 1642 muore la moglie Saskia, e il testamento di lei gli toglie l'accesso ai beni lasciati al figlio Titus se si risposa: così con Hendrickje Stoffels, la compagna degli anni seguenti, non si sposa, e nel 1654 il consiglio della chiesa riformata la convoca e la esclude dalla comunione per aver vissuto con lui. Negli stessi anni la guerra con l'Inghilterra fa crollare il mercato, e il gusto cambia: le grandi tele del nuovo Municipio vanno soprattutto a suoi ex allievi, come Govert Flinck e Ferdinand Bol, con una pittura più chiara e levigata. Nel 1656 Rembrandt chiede la cessione dei beni ai creditori: si fa l'inventario — trecentosessantatré voci —, la collezione va all'asta, la casa viene venduta, e lui si trasferisce in un quartiere più povero. Nel 1660, per metterlo al riparo dai creditori, Hendrickje e Titus fondano una società di commercio d'arte e lo assumono: il pittore che vent'anni prima era il più richiesto di Amsterdam lavora, per contratto, come dipendente di suo figlio.
Intanto la pittura va nella direzione opposta a quella di Rubens. Rubens costruisce una pennellata sicura ed estroversa, pensata per essere letta da lontano su grandi pareti pubbliche, per un pubblico di corte da sedurre. Rembrandt, negli ultimi vent'anni, si chiude in una materia sempre più densa, quasi tattile, che chiede allo spettatore di avvicinarsi invece di ammirare a distanza. Sono quadri per chi li vuole comprare, e i compratori non gli mancano del tutto: nel 1653 un nobile di Messina, Antonio Ruffo, gli ordina un Aristotele, e negli anni dopo altri due quadri.
Approfondimenti
Deposizione dalla Croce (Rembrandt)
olio su tavola — Alte Pinakothek (Monaco di Baviera)
Nel 1633 Rembrandt dipinge per lo statolder Federico Enrico la propria Deposizione dalla Croce (Alte Pinakothek, Monaco), una delle prime tele della serie sulla Passione, basandosi esplicitamente su quella di Rubens ad Anversa, che conosceva attraverso l'incisione di Lucas Vorsterman. Ma il risultato è quasi un rovesciamento: dove il Cristo di Rubens è, secondo Simon Schama, un possente torso desunto dai modelli classici sorretto da soccorritori che sembrano quasi comunicarsi toccando il suo corpo, il Cristo di Rembrandt diventa un misero corpo afflosciato e contratto, e la maggior parte delle figure attorno non lo sorregge — assiste, impotente, in contemplazione dolorosa. Schama legge questa differenza come la risposta calvinista di Rembrandt alla versione cattolica di Rubens: non più un corpo che si tocca e si condivide nel rito, ma un dramma che si compie per volontà divina di fronte a spettatori consapevoli della propria colpa.
Bue Macellato
olio su tavola — Museo del Louvre (Parigi)
Una carcassa di bue squartata, sospesa per le zampe posteriori a una trave di legno: Bue Macellato (Louvre, 1655) è una falsa natura morta, perché quel corpo appeso e sventrato richiama l'iconografia della crocifissione. La materia densa del colore, applicata con pennellate spesse e visibili, anticipa un tema che pittori molto più tardi — da Chaïm Soutine a Francis Bacon nel Novecento — riprenderanno con la stessa ossessione per la carne come corpo esposto e vulnerabile.
Paesaggio con il riposo durante la fuga in Egitto (Rembrandt)
olio su tavola — National Gallery of Ireland, Dublino
Paesaggio con il riposo durante la fuga in Egitto (National Gallery of Ireland, 1647) è l'unico vero paesaggio notturno di tutta la produzione di Rembrandt. La Sacra Famiglia riposa accanto a un fuoco acceso, e la scena è costruita con più fonti di luce simultanee — le fiamme, un bagliore lunare, i loro riflessi sull'acqua — in un esercizio di virtuosismo luministico che privilegia l'atmosfera del paesaggio collinare rispetto ai protagonisti stessi della scena, ridotti quasi a comparse.
Chi era
Leida, 15 luglio 1606
Vita e condizioni
Figlio di un mugnaio benestante di Leida. Nel 1634 sposa Saskia van Uylenburgh, di buona famiglia frisona; dei loro figli sopravvive solo Titus, e Saskia muore nel 1642. Il testamento di lei gli toglie l'accesso ai beni lasciati a Titus se si risposa: con Hendrickje Stoffels, la compagna degli anni seguenti, non si sposa mai. Nel 1639 compra a credito per tredicimila fiorini una grande casa sulla Breestraat, che non finirà mai di pagare. Nel 1656 chiede la cessione dei beni ai creditori; la collezione va all'asta, la casa è venduta nel 1658 e lui si trasferisce sul Rozengracht. Muore ad Amsterdam il 4 ottobre 1669, dopo Hendrickje e Titus, ed è sepolto in una tomba presa in affitto nella Westerkerk.
Formazione
Studia per poco all'università di Leida, poi impara il mestiere a Leida con Jacob van Swanenburgh e ad Amsterdam, per sei mesi, con Pieter Lastman, che gli trasmette la pittura di storia all'italiana. In Italia non va mai: Caravaggio lo conosce attraverso i caravaggisti di Utrecht, i maestri italiani attraverso le stampe e i quadri che passano per il mercato di Amsterdam.
Contesto storico
Lavora nella Repubblica delle Province Unite, calvinista e mercantile, dove l'arte si compra e si vende come ogni altra merce. Negli anni Cinquanta la guerra con l'Inghilterra e la crisi del mercato lo colpiscono proprio quando è più indebitato; nel 1654 il consiglio della chiesa riformata convoca Hendrickje e la esclude dalla comunione per aver vissuto con lui senza essere sposata.
Committenze
Borghesi, gilde e corporazioni di Amsterdam: la gilda dei chirurghi per la Lezione di anatomia, la compagnia di milizia di Frans Banninck Cocq per la Ronda di notte, i sindaci dei drappieri. Lavora anche per lo Statolder, con una serie sulla Passione, e vende molto attraverso le stampe e i mercanti. Negli ultimi anni ha ancora committenti importanti, fra cui il collezionista siciliano Antonio Ruffo. Dal 1660, per metterlo al riparo dai creditori, Hendrickje e Titus fondano una società di commercio d'arte che lo assume come dipendente.
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Rubens muore nel 1640, ricco e nobilitato, con una pennellata che non ha mai smesso di parlare a un pubblico. Rembrandt muore nel 1669, dopo la bancarotta, sepolto in una tomba presa in affitto, con una pennellata che ormai chiede di essere guardata da vicino. Nella Madrid degli stessi anni c'è un pittore che per quasi quarant'anni lavora per un re solo, e quasi non vende a nessun altro. Quale dei due modelli, secondo te, lascia più libertà a un artista: servire il potere, o dipendere dal giudizio di un mercato di cittadini?